We wish you a merry Christmas: la storia e il testo

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Sono tanti i canti natalizi tradizionali, dalle origini più varie e dal fascino senza tempo, eseguiti dai cori in ogni parte del mondo o canticchiati dalla gente nei giorni di festa. Molti di essi hanno un significato profondamente religioso, ma ve ne sono alcuni con un tocco più divertente. Uno di questi è sicuramente “We wish you a merry Christmas”, canto risalente al XVI secolo e originario dell’Ovest dell’Inghilterra. Ascoltarlo non può che mettere di buon umore e far percepire la gioia del Natale.

Benché si conoscano provenienza e secolo di origine di questo canto, nulla si sa dell’autore del testo e del compositore della musica. Sappiamo però che è legato alla tradizione inglese, portata avanti dalle persone più povere, di formare dei piccoli gruppi di cantanti che si spostavano di casa in casa cercando di allietare con le loro canzoni la Vigilia di Natale delle famiglie più ricche, le quali ricambiavano facendo delle offerte. Questi coristi di strada venivano chiamati “carolers”, dal nome dei canti natalizi, che erano definiti a loro volta “Christmas carols”.

L’apice della popolarità dei canti natalizi si ebbe in epoca vittoriana, quando contribuirono a riportare in auge lo spirito dei festeggiamenti legati alla festa del Natale, che si era andato perdendo in seguito alla rivoluzione industriale. Grazie al lavoro degli studiosi Davies Gilbert e William Sandys, furono recuperati molti dei canti tramandati ancora oralmente nelle aree rurali del nord e dell’ovest dell’Inghilterra, per poi essere raccolti e catalogati in due volumi intitolati “Some ancient Christmas carols” (1822) e “Christmas carols, ancient and modern” (1833).

Ciò che rende divertente il testo di “We wish you a merry Christmas” è il modo scherzoso e irriverente con cui i cantori minacciano il padrone di casa di non andare via finché non sarà portato loro un pezzo di “figgy pudding”, un budino di fichi tipico delle festività natalizie, molto simile al Christmas pudding, in voga proprio nel periodo vittoriano.

Oltre ad un buon Natale, nel testo si augura a chi ascolta anche un felice anno nuovo ed è strano che ciò accada in un canto natalizio classico inglese. Infatti dal XII secolo fino al 1752 in Inghilterra e in Irlanda il capodanno non era celebrato il 1° gennaio, bensì il 25 marzo, giorno dell’Incarnazione di Gesù secondo il calendario liturgico. Quindi è probabile che il verso “and a happy new year” non fosse presente nel testo originale e sia stato aggiunto solo in un secondo momento.

Molti artisti pop, ma anche cori e orchestre sinfoniche, hanno reso omaggio in anni recenti alla storica melodia di “We wish you a merry Christmas” proponendo una loro versione. Da Enya a Celine Dion, passando per Barry White, ognuno con il proprio stile artistico ha contribuito a rendere quelle semplici parole la canzone più popolare del Natale. Per non parlare dei tanti generi musicali utilizzati, la cui contaminazione ha generato risultati sempre sorprendenti, dalla versione punk del gruppo giapponese delle Shonen Knife a quella indie rock della band statunitense dei Weezer. Forse l’interpretazione più simpatica è quella eseguita dal cantautore John Denver insieme ai personaggi dei Muppets e contenuta nell’album “A Christmas together”, colonna sonora dell’omonimo special televisivo andato in onda nel 1979.

Ci sono varie versioni del testo che si differenziano per delle piccole varianti. Qui vi proponiamo una delle più diffuse:

We wish you a Merry Christmas
We wish you a Merry Christmas
We wish you a Merry Christmas
And a Happy New Year

Good tidings we bring
To you and your kin
We wish you a Merry Christmas
And a Happy New Year

We wish you a Merry Christmas
We wish you a Merry Christmas
We wish you a Merry Christmas
And a Happy New Year

Now bring us some figgy pudding,
Now bring us some figgy pudding,
Now bring us some figgy pudding,
And bring some out here

For we all like figgy pudding,
We all like figgy pudding,
For we all like figgy pudding,
So bring some out here

And we won’t go until we’ve got some
We won’t go until we’ve got some
We won’t go until we’ve got some
So bring some out here

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