Come scegliere e mantenere vivo un albero di Natale

Alberi maestosi e tipici dei climi nordici, gli abeti rappresentano uno dei simboli più classici del Natale, capaci di portare il verde aromatico delle montagne fin dentro le nostre case. Molte sono le persone che scelgono di utilizzare un vero abete come albero di Natale, sicuramente più bello e di maggiore effetto rispetto agli alberi artificiali. Di solito sono gli abeti rossi e quelli bianchi i più diffusi nelle case degli italiani. Tuttavia è indispensabile prendersi cura di queste piante, per impedire che muoiano mentre assolvono il loro compito decorativo. Ecco perché il Corpo Forestale dello Stato fornisce alcune importanti regole da seguire per la salvaguardia degli alberi di Natale a tutti coloro che non vogliono rinunciare alle tradizioni.

Innanzitutto la Forestale raccomanda di acquistare gli alberi presso i vivai, così da essere sicuri di utilizzare piante provenienti da una regolare attività agricola di tipo vivaistico e non da tagli illeciti. In Italia la coltivazione dell’albero di Natale è concentrata prevalentemente in Toscana e nel Veneto, soprattutto nelle zone montane e collinari, dove si utilizzano terreni marginali, incolti e pascoli altrimenti destinati all’abbandono e al conseguente degrado idrogeologico. Le piante coltivate sono contrassegnate da un tagliandino di riconoscimento, che indica, oltre alla denominazione del vivaio, il luogo di origine, la specie di appartenenza e l’età. Per quanto riguarda i cimali, ovvero gli abeti senza radici sostenuti dalla classica croce di legno, è necessario verificare che siano il frutto di diradamenti forestali autorizzati, effettuati al solo scopo di salvaguardare lo sviluppo e la sopravvivenza dei boschi.

Al momento dell’acquisto sarebbe ecologicamente più corretto scegliere un albero che sia reinseribile nell’ambiente, tenendo conto anche delle condizioni climatiche, che devono essere appropriate alla specie. L’abete rosso, che è il più utilizzato a Natale, è adatto soltanto alle zone montane, ed è per questo che altrove il suo utilizzo andrebbe evitato. Inoltre piantarlo al di fuori delle zone in cui cresce spontaneamente, sull’arco alpino e in alcuni tratti dell’Appennino, significherebbe creare problemi di inquinamento genetico. Per tutti coloro che cercano una soluzione alternativa al tradizionale abete, la Forestale consiglia altre specie sempreverdi più tipiche del Mediterraneo e che per questo maggiormente adatte ai nostri ambienti. È il caso di aghifoglie quali il cipresso o il ginepro e di latifoglie come l’alloro, il corbezzolo, il bosso o gli agrumi, che meglio tollerano i nostri climi e gli stress, si adattano con facilità alla piantagione finale e tollerano potature tali da farli assomigliare ai più classici abeti.

Gli alberi utilizzati nelle case durante le feste subiscono molti stress: gli addobbi natalizi che li appesantiscono, le temperature elevate, i terricci inadatti, l’aria troppo secca dovuta ai riscaldamenti domestici. È consigliabile, quindi, evitare addobbi pesanti per non spezzare i rami e sostanze decorative che intacchino la superficie delle foglie, come la neve artificiale e gli spray coloranti. Inoltre, durante il periodo di permanenza in casa, le radici della pianta vanno invasate con terreno prevalentemente argilloso e mantenute costantemente umide, evitando però i ristagni, mentre gli alberi senza radici vanno riposti in recipienti pieni di acqua tiepida per farli durare più a lungo. È necessario, infine, sistemare le piante in un luogo luminoso, fresco, lontano da qualsiasi fonte di calore come termosifoni, stufe o caminetti e al riparo da correnti d’aria.

Terminato il periodo natalizio, gli abeti con le radici e ancora vivi possono andare all’esterno, su balconi o giardini, ricordando comunque che si tratta di piante che possono raggiungere anche i 20 metri e che per sopravvivere necessitano di condizioni climatiche adatte, in genere molto fresche. Nel caso in cui non si abbia la possibilità di mettere a dimora l’albero, si consiglia di piantarlo in vaso, porlo in un angolo fresco del giardino o del balcone e riutilizzarlo con cura per più anni. Come ultima alternativa l’albero di Natale, vivo o morto, potrà essere consegnato nei centri di raccolta indicati dai vivaisti o dai Comuni, che provvederanno al recupero della pianta. Dagli alberi ormai inutilizzabili viene ricavato il legno, mentre le piante in migliori condizioni vegetative vengono trasportate e trapiantate in luoghi idonei al loro attecchimento. In questo caso è fondamentale controllare la specie di appartenenza dell’albero, affinché non ci sia mescolanza genetica tra le specie autoctone e quelle provenienti dall’estero, considerato che ogni anno, per ragioni economiche, l’Italia importa una notevole quantità di abeti dal nord e dall’est dell’Europa.

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